Programmare la fantasia | Eccetera Eccetera
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Programmare la fantasia

Cosa significa essere creativi? Da dove nasce la fantasia narrativa?

Essere creativi significa cogliere le intuizioni e dar loro una forma. Spesso però, questa capacità viene meno poiché gli stimoli, sempre maggiori, compromettono la nostra capacità di processare ed elaborare.

Creare però, significa anche saper sviluppare delle soluzioni. Vediamo assieme alcune tecniche.

 

UCRONIA

 

L’ucronia è un’esposizione realistica di un tema a fronte di un’ipotesi simulata.

 

Che cosa succederebbe se…?

 

«Le ipotesi ‒ scriveva Novalis ‒ sono reti: tu getti la rete e qualcosa prima o poi ci trovi».
Il modo più semplice per sviluppare un ucronia è di suddividere l’ipotesi secondo l’analisi grammaticale.
Un soggetto, un predicato ed un complemento. Tutti da cogliere in completa casualità.
Spesso questo esercizio genera un nonsense, ma è proprio con l’adattarsi a pensare fuori dagli schemi che cominciamo a generarne di sensati. Dopo qualche tentativo infatti, riusciremo già a dare una spiegazione coerente.

 

Cosa succederebbe se un Ippopotamo vi chiamasse al cellulare per chiedervi se avete del burro da prestargli?

Potreste pensare che in un mondo incantato gli ippopotami sono soliti preparare torte per tutto il vicinato, ma oggi è domenica e i supermercati sono chiusi. Perciò, quell’ippopotamo, ha ben deciso di chiamare voi, che siete persone assolutamente affidabili.
Oppure è il signor Marco Ippopotamo, che quest’anno non ha potuto portare i figli in vacanza sulla neve ed ha ben pensato di ingegnarsi con teli di plastica e qualche panetto burro sul retro del giardino, per farli divertire un po’.

 

Anche se molte ipotesi sembrano surreali ed azzardate, il processo dell’ucronia ci abitua a creare connessioni.

 

Alcuni esempi davvero ben riusciti?

 

Che cosa succederebbe se un uomo si svegliasse improvvisamente trasformato in uno scarafaggio? Ce lo dice Franz Kafka nella sua Metamorfosi.

 

Che cosa sarebbe successo se Hitler avesse vinto la seconda guerra mondiale? Lo spiega Philip K. Dick ne La svastica sul Sole.

 

Che cosa sarebbe successo se la Peste Nera del XIV secolo avesse ucciso il 99 % della popolazione Europea? Come sarebbe cambiato il mondo? Leggete la soluzione ne Gli anni del riso e del sale di Kim Stanley Robinson.

 

 

LA DEFORMAZIONE

 

Come ci spiega Gianni Rodari, a volte basta una esse. Ecco che l’attaccapanni diventa uno staccapanni, utile quando si deve ritirare il bucato. Un temperino diventa uno stemperino, quando serve far ricrescere la punta ad una matita consumata. E così via.
A volte la deformazione, assieme ai giochi di parole, permette di fare delle scoperte sensazionali nel campo creativo. Lo spunto di una scrittura sbagliata può facilmente darci la soluzione giusta, l’idea vincente.
Niente è da buttare quindi, ma solamente da analizzare.

“Se un bambino scrive nel suo quaderno «l’ago di Garda», ho la scelta tra correggere l’errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l’ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo «ago» importantissimo, segnato anche nella carta d’Italia. La Luna si specchierà sulla punta o nella cruna? Si pungerà il naso?” – Gianni Rodari

 

ESTRANIAZIONE

 

Uno degli esercizi più stimolanti per la fantasia è quello dell’estraniazione dal contesto.

 

Prendiamo un cavallo e mettiamolo in un bagno. Che cosa farà? Potrebbe avviare un’impresa di pulizie casalinghe, specializzata a spazzare in fretta la polvere con la lunga coda. Il cavallo potrebbe far parte di una fattoria di animali imprenditori come lui. Una società organizzata, alla Orwell.
In questa società sono gli umani a fare compagnia agli animali, schiamazzando e sporcando qua e là.

 

Se estraniamo cose che fanno parte del nostro quotidiano, poi, risulta ancor più facile immedesimarsi con l’oggetto estraniato. Se tutto lo zucchero della Terra fosse spedito su Marte, per esempio, come faremmo a mangiare le torte e a bere il caffè? Per fortuna, nella nostra fattoria di imprenditori, ci sono anche api che non si stancano mai di produrre miele col polline dei fiori di carta, fatti dai bambini.

 

 

Questi sono solo alcuni esempi di come la fantasia può essere stimolata e sviluppata. Il concetto che sta alla base della creatività è uscire dai normali schemi e cercare di trovare una soluzione diversa, avere una visione alternativa della realtà che ci circonda. Questo solo per rimetterla assieme in un modo sicuramente più affascinante.